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RUDERI DELLA BASILICA DEI SANTI COSMA E DAMIANO DETTA "CENTOPORTE"

Categoria Siti archeologici

Si tratta di un'Abbazia di origine bizantina di cui ormai rimangono solo pochi ruderi.
E' ubicata a Giurdignano a circa 1,4 km dal centro abitato imboccando la strada che dalla piazza del paese si dirige verso il menhir "Croce della Fausa" e che prosegue fino ad arrivare alla SS 16 Maglie Otranto.
Venne costruita come chiesa basilicale a tre navate con abside poligonale e nartece, intorno alla prima metà del VI secolo, utilizzando materiale lapideo di reimpiego. Trova confronti con una serie di chiese tipiche dell’Impero d’Oriente, compresa quella di S. Giovanni di Studios, Istanbul, databile alla metà del V secolo d.C.
L’edifico, mai completato, è stato riutilizzato come nucleo di un complesso, probabilmente monastico, che si sviluppa dal VII secolo in poi. La navata centrale viene invasa da due edifici; uno probabilmente una cappella, inserita nella zona absidale, e l’altro forse un refettorio/dormitorio.
Quasi tutte le aperture all’esterno della basilica vengono tamponate, apparentemente per realizzare un piccolo monastero fortificato italo-greco.
L’utilizzo di questo complesso monastico sembra continuare sino al XI secolo, quando viene abbandonato e poi, successivamente, utilizzato come cava di materiali edili. Una serie di indizi suggeriscono che Le Centoporte fosse dedicato agli SS. Martiri Cosma e Damiano.
La sua forma era basilicale con tre navate divise da dieci pilastri, senza croce, con una sola abside alla in fondo alla nave mediana ed era preceduta da un vestibolo o pronao di forma rettangolare.
Il presbiterio era collocato nella nave mediana dinanzi all’altare maggiore; ed un muricciolo chiudeva il coro e gli amboni. Le pareti erano tutte intonacate dpinte a fresco ricalcando lo stile del vicino Monastero di San Nicola di Casole.
La facciata terminava in alto a frontone ed una finestra trifora illuminava la navata centrale mentre dodici finestre erano aperte sopra nei muri laterali della stessa nave sopra gli archi sorretti dai pilastri.
Il tetto era a spiovente coperte di tegole sorrette da travi in legno; le navi laterali avevano una sola falda. Dalla facciata sotto la finestra trifora poi scendeva un'altra tettoia inclinata che copriva il vestibolo. Tre porte mettevano dal pronao nell'inerno del tempio, una per ciascuna nave e tre finestre erano aperte nella parete semi cilindrica dell'abside.
Un'altra porta metteva in comunicazione la nave sinistra con una stanza che forse faceva pate del cenobio basiliano.
Il centro era collegato con il Monastero di San Nicola di Casulis di Otranto. Il nome in uso oggi deriva dal gran numero di finestre di cui la struttura era dotata in parte ancor oggi delineabili.

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