Home Page - Domenica, 14 marzo 2010 - Ore 04:42
Il Giardino Megalitico: i Dolmen
Si tratta di un percorso a dir poco affascinante che ci porta all'esempio del dolmen Orfine ascrivibile a quello dello Stabile con probabile funzione di "altare".
Il dolmen Orfine, posto in un fondo a destra della strada che conduce a Minervino, si presenta con una piccola lastra. Il De Giorgi, invece, lo descrive con un grande lastrone di 2,3 metri per 1,5 sorretto da otto pietre.
Dal lato opposto della strada troviamo il dolmen Peschio con un enorme lastrone e le pietre di sostegno quasi tutte crollate. Il lastrone è inciso con scanalatura e foro.
Il dolmen Chiancuse è anch'esso molto grande ma in cattivo stato di conservazione. Nei pressi, nello stesso fondo, vi è un enorme lastrone megalitico che copre una cisterna. Poco oltre vi sono i dolmen "gemelli" Grassi, si tratta di un esempio unico in tutta Italia.
In direzione di Minervino c'è il dolmen Gravasce. Anche questo mostra incisioni sul bordo.In direzione di Giuggianello vi è il fondo Quattromacine dove è ubicato il dolmen Stabile. Il monumento si presenta con un'imponente pietra orizzontale sostenuta da altre tre e da numerose piccole pietre, il lastrone mostra, sulla superficie, un bordo inciso e due segni che convergono aformare una V, nelle vicinanze si possono vedere delle pozzelle con canaletti di scolo.
Secondo molti studiosi, il dolmen Stabile era una sorta di altare, circondato da un'enorme costruzione megalitica. Per la sua eventuale ricostruzione si spera nel ritrovamento di alcuni bozzetti del De Giorgi ancora non censiti. I due segni incisi sulla lastra orizzontale puntano verso il punto in cui sorge il sole da Capo d'Otranto nel giorno del solstizio d'estate ed in quello del tramonto.
Tutta l'area è disseminata di enormi lastroni in pietra che presentano incisioni di vario genere. Per alcuni si tratta dei resti di una sorta di Stonehenge italiana perduta per sempre nella prima metà del Novecento.

