Home Page - Giovedi, 9 settembre 2010 - Ore 12:05
Il Giardino Megalitico: oltre 25 Megaliti
I dolmens ed i menhir di Puglia, ma soprattutto di questa parte del Salento divennero conosciuti in tutta Europa, anche attraverso i lavori dei primi studiosi legati al romanticismo. Non fu un caso, infatti, se anche la viaggiatrice e scrittrice Janet Ross scrisse sui dolmen salentini.
Ma si deve soprattutto al Maggiulli e - più tardi - al de Giorgi se i monumenti megaliti furono quantomeno segnalati. Tuttavia, per molti anni sfuggì quasi a tutti l'imponenza e l'importanza di questo enorme patrimonio. Basti pensare che lo stesso De Giorgi, proprio a Giurdignano riferisce che nel lontano 1893 "i vecchi contadini del luogo però mi assicurano che parecchi altri esistessero in quella contrada nella metà del secolo scorso, e che furono atterrati quando cominciò a farsi il dissodamento di quei terreni sino ad allora macchiosi e abbandonati al pascolo degli armenti".I primi tentativi di valorizzazione si devono dunque a questi studiosi come Michele Gervasio (1913 - I dolmen e la civiltà del bronzo nelle Puglie) il quale affermò che "Le loro grandiose proporzioni impongono pur oggi rispetto e risvegliano in noi un certo senso di religione. Solitari e maestosi tra il verde dei mandorli e l'ombra degli ulivi".
Ancora oggi, uno studio sistematico ed approfondito di questi monumenti attende di essere effettuato, ma quello che conserva Giurdignano è un vero e proprio tesoro, il "giardino megalitico d'Italia" è il punto di congiunzione, assieme alle isole come la Sardegna tra il Mediterraneo e l'Europa, dell'antichissima civiltà dei megaliti. Diciotto menhir e sette dolmen, resti di costruzione megalitiche, siti da indagare e segnalazioni di nuovi monumenti (come il dolmen di Santabarbara).
In pochi passi, a Giurdignano, si può fare un percorso a ritroso verso un periodo ancestrale della storia dell'umanità, seguendo tracce ora lievi ora maestose. Un vero e proprio percorso in grado di affascinare chiunque.



