Home Page - Domenica, 14 marzo 2010 - Ore 04:41

L'Abbazia di Centoporte

L'Abbazzia di CentoporteUna struttura con secoli di storia sulla quale, le recenti indagini archeologiche, hanno gettato una nuova luce.
Dell'abbazia di Centoporte ne parlano tutti gli storici di Terra d'Otranto, dal Tasselli al Maggiulli al De Giorgi. Da tutti indicata come grancia del monastero hydruntino di San Nicola dè Casulis, l'abbazia non mancò mai di suscitare emozioni nel visitatore. Quei ruderi, testimoni di un glorioso passato, furono detti di "centoporte" per sottolineare il gran numero di finestre possedute dall'edificio.
Sulla sua storia ha gettato nuova luce l'indagine archeologica effettuata dal Prof. Paul Arthur dell'Università di Lecce. La struttura fu costruita come chiesa basilicale a tre navate con abside poligonale e nartece, intorno alla prima metà del VI secolo, utilizzando materiale lapideo di reimpiego. Trova confronti con una serie di chiese tipiche dell'Impero d'Oriente, compresa quella di S.Giovanni di Studios, Istanbul, databile alla metà del V secolo d.C..
L'edificio, mai completato, è stato riutilizzato come nucleo di un complesso probabilmente monastico, che si sviluppa dal VII secolo in poi. La navata centrale viene invasa da due edifici; uno probabilmente una cappella, inserita nella zona absidale, e l'altro forse un refettorio/dormitorio. Quasi tutte le aperture all'esterno della basilica vengono tamponate, apparentemente per realizzare un piccolo monastero fortificato italo-greco.
L'Abbazzia di CentoporteL'utilizzo di questo complesso monastico sembra continuare sino al XI secolo, quando viene abbandonato e poi, successivamente, utilizzato come cava di materiali edili. Una serie di indizi suggeriscono che "Le Centoporte" fosse dedicato agli SS. Martiri Cosma e Damiano. La sua forma era basilicale con tre navate divise da dieci pilastri, senza croce, con una sola abside in fondo alla nave mediana ed era preceduta da un vestibolo o pronao di forma rettangolare.
Il presbiterio era collocato nella nave mediana dinnanzi all'altare maggiore; un muricciolo chiudeva il coro e gli amboni. Le pareti erano tutte intonacate dipinte a fresco ricalcando lo stile del vicino Monastero di San Nicola di Casole. La facciata terminava in alto a frontone ed una finestra trifora illuminava la navata centrale mentre dodici finestre erano aperte sopra nei muri laterali della stessa nave sopra gli archi sorretti dai pilastri.
Il tetto era a spiovente coperto di tegole sorrette da travi in legno e dalla facciata sotto la finestra trifora scendeva un'altra tettoia inclinata che copriva il vestibolo.
Tre porte mettevano dal pronao nell'interno del tempio, una per ciascuna nave e tre finestre erano aperte nella parete semi cilindrica dell'abside. Un'altra porta metteva in comunicazione la nave sinistra con una stanza che forse faceva parte del cenobio basiliano.
Dopo il secolo XII fu riutilizzata come chiesa, ricavata all'interno dell'abside.


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